
Ma povere pecorelle! Che freddo avranno al momento della tosa!
Quante volte abbiamo sentito queste affermazioni, ma la cosa è solo parzialmente vera. Se la tosa viene effettuata correttamente e nei tempi giusti ne troverà beneficio anche la nostra amica pecora.
Questi simpatici animali hanno bisogno di subire questa operazione almeno una volta all’anno. Infatti le pecore sono un prodotto della selezione operata dall’uomo e hanno perso la capacità della muta periodica del vello lanoso. Questo procedimento è perciò necessario e va effettuata in primavera per dare tempo alla pecora di riformare il mantello lanoso prima dell’inverno.
Attualmente per la tosa si usano strumenti elettrici che riducono al minimo il rischio di lesioni, anche di questo i nostri amici ovini ringraziano. A riprova di quanto detto è noto che alcune pecore, in particolare la pecora Chris nel Nuovo Galles, sfuggite alla tosa per anni, hanno sviluppato un vello di oltre 40 Kg che quasi le soffocava.
Ultima cosa molto importante: la tosa provoca sicuramente stress agli animali e per questo va effettuata con coscienza e da professionisti del settore.
La storia.
Da quello che si sa furono i Babilonesi i primi a lavorare la lana di tosa per farne caldi capi di vestiario. Inizialmente la lana si lavorava con le mani attorcigliando i batuffoli fino a formare veri e propri fili. Anche in precedenza c’è riprova che i Sumeri si coprissero con i velli degli ovini, ma molto probabilmente non ne effettuavano la tosa.
Insomma è più di 5000 anni che l’uomo utilizza la lana di tosa per difendersi dai rigori dell’inverno! E pensare che per tutto questo dobbiamo dire grazie ai mufloni … ma non erano pecore? Si, ora lo sono, ma è grazie alla selezione operata dall’uomo in tempi ancestrali che ora esistono questi simpatici e docili ovini dai quali ricaviamo la lana tramite le loro tosa.
Tosa della lana, non solo pecore.
La lana, intesa come fibra tessile, è ricavata non solo dalle pecore, ma anche dalla tosa di altri animali, tra i quali la capra, la vigogna, l’alpaca, il coniglio e anche il cammello. Sono lane pregiate che si utilizzano per capi di vestiario sofisticati. La vigogna, per esempio, è un simpatico camelide che vive nelle Ande. Dalla sua tosa si ottiene una lana finissima usata già dagli Inca circa 10000 anni fa. Anche l’alpaca vive nelle Ande a circa 5000 mt di altitudine ed anche questo camelide produce una lana estremamente morbida e calda.
Infine citiamo la lana di coniglio d’angora, anch’essa molto pregiata. La tosa di questo coniglio avviene su animali vivi. Tuttavia purtroppo dobbiamo segnalare che molte associazione animaliste hanno denunciato pratiche crudeli in molti allevamenti soprattutto in territorio asiatico.
Dormire su lana di tosa
Torniamo alla tosa delle nostre pecore e vediamo i benefici che si possono avere utilizzando la lana per il nostro riposo.
La lana, lasciata in fiocchi, può essere utilizzata per cuscini e materassi, dopo essere sterilizzata. Essa garantisce morbidezza e traspirabilità e può essere abbinata ad altri materiali naturali come il cirmolo utile per il rilassamento e il ripristino del sonno.
Per finire dobbiamo ringraziare le nostre amiche pecore che ci forniscono la preziosa lana, materiale caldo, traspirante, naturale e riciclabile. Come al solito ci raccomandiamo di affidarsi ad aziende specializzate nel settore biologico che abbiano a cuore il nostro sonno. Nel nostro caso, come Cuscini BIO, vi consigliamo MARTE – Cuscino in fiocchi di Lana di tosa Bio e cirmolo Bio.
Prendiamoci cura del nostro sonno per vivere meglio! I materiali di Cuscini BIO sono certificati secondo gli standard GOTS.
